Quando i genitori si separano, divorziano o cessano una convivenza, entrambi restano obbligati a mantenere i figli. La legge non fissa una cifra, ma stabilisce che ciascuno contribuisca in proporzione alle proprie risorse: l'assegno di mantenimento è lo strumento con cui questo principio viene messo in pratica.
Il dovere di mantenere, istruire ed educare i figli discende dagli artt. 315-bis e 316-bis del codice civile e vale allo stesso modo per i figli nati nel matrimonio e fuori dal matrimonio. In caso di crisi della coppia si applica l'art. 337-ter c.c., secondo cui ciascun genitore provvede al mantenimento dei figli in misura proporzionale al proprio reddito e il giudice stabilisce, ove necessario, un assegno periodico per realizzare questo principio di proporzionalità.
L'art. 337-ter c.c. indica i criteri di cui tenere conto:
MoCAMfacile traduce questi criteri in un calcolo verificabile: stima il costo dei figli, lo ripartisce tra i genitori in base alle risorse e sottrae quanto ciascuno già sostiene direttamente nei giorni in cui i figli vivono con lui. Scopri come funziona il calcolo.
L'assegno periodico copre le spese ordinarie: vitto, abbigliamento, utenze, materiale scolastico corrente e, in generale, le spese prevedibili della vita quotidiana. Le spese straordinarie (ad esempio cure mediche specialistiche, viaggi di istruzione, attività sportive, iscrizioni universitarie) sono di solito ripartite a parte tra i genitori, secondo quanto stabilito nell'accordo o nel provvedimento del giudice. Molti tribunali hanno adottato protocolli che elencano quali spese rientrano in ciascuna categoria; MoCAMfacile stima le due componenti separatamente, seguendo le linee guida del Consiglio Nazionale Forense.
L'assegno non è l'unica strada: i genitori possono accordarsi per sostenere direttamente alcune categorie di spesa. Ne parliamo nella pagina mantenimento diretto o assegno.
L'obbligo di mantenimento non si interrompe al compimento dei diciotto anni, ma prosegue finché il figlio non raggiunge l'indipendenza economica o non è in grado di raggiungerla con un impegno ragionevole. In base all'art. 337-septies c.c. il giudice può disporre un assegno periodico in favore del figlio maggiorenne non autosufficiente, di regola versato direttamente a lui. Per i figli maggiorenni con disabilità grave si applicano le regole previste per i figli minori. Approfondisci nella pagina sul mantenimento dei figli maggiorenni.
Le stesse regole valgono per i figli nati fuori dal matrimonio: leggi la pagina sul mantenimento dei figli di genitori non sposati.
L'assegno unico e universale erogato dall'INPS può essere percepito da un solo genitore o ripartito tra entrambi: per questo MoCAMfacile chiede di indicare la quota ricevuta da ciascuno e ne tiene conto nel calcolo. Sul piano fiscale, l'assegno per i figli non è deducibile per chi lo versa e non costituisce reddito per chi lo riceve, a differenza dell'assegno destinato al coniuge.
Salvo un diverso parametro indicato dalle parti o dal giudice, l'assegno per i figli si adegua automaticamente agli indici ISTAT (art. 337-ter, ultimo comma, c.c.). Puoi calcolare l'importo aggiornato con lo strumento di rivalutazione ISTAT dell'assegno.
Dalla riforma del 2022 (d.lgs. 149/2022) nei procedimenti di famiglia le parti devono depositare, tra l'altro, le dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni e, se ci sono figli minori, un piano genitoriale. Sono gli stessi dati su cui si basa una stima corretta dell'assegno: trovi l'elenco completo nella pagina quali dati servono per il calcolo.
Le informazioni di questa pagina hanno carattere generale e non sostituiscono la consulenza di un avvocato.

